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Fibrillazione atriale (AF) - Centri di cura Fibrillazione atriale - Centri di cura La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco. Durante questa aritmia, le camere cardiache superiori ( atri ) fibrillano; ciò comporta ristagno di sangue e formazione di trombi. In alcuni casi frammenti di coaguli sanguigni o emboli, che entrano in circolo, possono ostruire un'arteria del cervello, causando un ictus ischemico. Circa il 15% degli ictus si presenta in persone con fibrillazione atriale. La probabilità di sviluppare fibrillazione atriale aumenta con l'età. Dal 3 al 5% delle persone oltre i 65 anni soffre di fibrillazione atriale. Diversi sono gli approcci utilizzati per trattare e prevenire la fibrillazione atriale. Svariati sono i farmaci che sono impiegati nella fibrillazione atriale, tra questi: Digossina, beta-bloccanti ( Atenololo, Metoprololo, Propranololo ), Amiodarone, Disopiramide, calcioantagonisti ( Verapamil, Diltiazam ), Sotalolo, Flecainide, Procainamide, Chinidina, Propafenone, ecc. Il ripristino del ritmo sinusale ( normale ritmo cardiaco ) può essere ottenuto mediante cardioversione elettrica con l’erogazione di una scossa elettrica, oppure con i farmaci ( Flecainide, Propafenone ), somministrati per via endovenosa. Per l’abolizione della fibrillazione atriale trova sempre maggiore applicazione l'ablazione con radiofrequenza, che può essere utile in alcuni pazienti in cui l’aritmia non è più controllata dai farmaci. Il procedimento consiste nell’inserimento attraverso un vaso sanguigno di una sonda sottile e flessibile diretta al muscolo cardiaco, con successiva emissione di una scarica di energia a radiofrequenza per distruggere il tessuto che genera segnali elettrici anomali o per bloccare vie elettriche anomale. Raccomandazioni dell'AHA per la prevenzione dell'ictus Secondo l'American Heart Association ( AHA ), per prevenire l'ictus è importante trattare in modo aggressivo la fibrillazione atriale. E’ inoltre opportuno far uso di anticoagulanti o di farmaci antiaggreganti piastrinici, in grado di fluidificare il sangue e renderlo meno predisposto alla coagulazione. L'anticoagulante Warfarin e l'Acido Acetilsalicilico ( meglio noto come Aspirina ) sono i farmaci più spesso utilizzati. A lungo termine l'uso di Warfarin, in pazienti con fibrillazione atriale e con altri fattori di rischio, può ridurre l'incidenza di ictus del 68%. Il Warfarin è più efficace dell’Acido Acetilsalicilico nella prevenzione dell’ictus ischemico; tuttavia, il Warfarin ha più effetti collaterali dell'Aspirina ed è di più difficile gestione. I pazienti ad alto rischio di ictus dovrebbero essere trattati con Warfarin, piuttosto che con l'Aspirina a meno che non ci siano ragioni valide per non farlo. L'Aspirina è il trattamento standard per pazienti a basso rischio di ictus e con meno di 75 anni di età. Centri di cura: PIACENZA - OSPEDALE CIVILE - Regione Lazio
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